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Direttore: MARCO CASACCIA
Sede : Presidio Ospedaliero Pescara
Piano : terzo
Ala : est
Email : marco.casaccia@asl.pe.it
Dipartimento : Dipartimento delle Chirurgie

NUMERI di TELEFONO
Direzione: 085 425 2912
Unità Operativa Semplice di Broncoscopia: 085 425 2913
Coordinatore Infermieristico: 085 425 2366
Studio Medici e Ambulatorio: 085 425 2451 / 085 425 2910
Guardiola Infermieri: 085 425 2911
 
PERSONALE
 
Medici
Dr. Marco Casaccia Dirigente Medico Responsabile U.O.S. di Broncoscopia Interventistica.
(marco.casaccia@asl.pe.it)
Dr. Paride D'Angelo Dirigente Medico Responsabile Centro di Riferimento Regionale per i Traumi Toracici.
Responsabile del Day-Surgery di Chirurgia Toracica. (paride.dangelo@asl.pe.it)
Dr.ssa Filomena Frino   Dirigente Medico Responsabile RP–DIAGNOSTICA ECOGRAFICA TRANSTORACICA (filomena.frino@asl.pe.it)
Dr. Adolfo D'Agostino Dirigente Medico Responsabile VP-METODICHE DI CHIRURGIA MININVASIVA E ROBOTICA (adolfo.dagostino@asl.pe.it)
Dr. Antonio De Filippis Dirigente Medico Responsabile AP– SUPERVISIONE DEL PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO ASSISTENZIALE DEL TUMORE POLMONARE (PDTA) e Referente dell’Ambulatorio di Patologia Polmonare Oncologica (antonio.defilippis@asl.pe.it)
Dr. Francesco Marino Dirigente Medico Responsabile AP- Chirurgia Toracica Mini-invasiva
(francesco.marino@asl.pe.it )
 
Coordinatore Infermieristico
Dott.ssa Sabrina Manzoli (sabrina.manzoli@asl.pe.it )
 Infermieri
Sonia Rizzacasa, Ambulatorio di Broncoscopia
Paola Perilli, Ambulatorio di Broncoscopia
Fatima Antonacci, Reparto
Francesca Ceci, Reparto
Luciana Cilli, Reparto
Lucia Cipollone, Reparto
Cinzia Di Fabrizio, Reparto
Sabrina D'Olimpio, Reparto
Gabriella Evangelista, Reparto
Daniela Galliani, Reparto
Francesca D’Ettorre, Reparto
Emanuela Delfini, Reparto
Gabriella Marinacci, Ambulatorio Patologia Polmonare Oncologica
Elda Terzini, Reparto
Monica Tursini, Case Manager (F.F.) Ambulatorio di Patologia Polmonare Oncologica
Personale Operatore Socio-Sanitario
Stefano Burrani
Nicoletta Marroncelli
Gianna Pasetti
Murillo Rodriguez Lucero
 
Fisioterapista
Dr.ssa Antonella Di Iulio
PRESENTAZIONE
 
L’Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Chirurgia Toracica è ubicata all’ala Est del terzo piano dell’Ospedale Civile di Pescara “Spirito Santo” così come gli Ambulatori di Broncoscopia e di Patologia Polmonare Oncologica.
L’U.O.C. di Chirurgia Toracica si compone di sei stanze di degenza ognuna munita di servizi indipendenti, di televisore LCD a schermo piatto ed aria condizionata per un totale di 16 posti letto.
Il soggiorno consente ai ricoverati di consumare i pasti ed è anch’esso munito di un televisore per rendere più confortevole la degenza stessa.
I ricoveri vengono effettuati ogni mattina dalle ore 8.00 alle ore 9.00, gli infermieri dopo aver raccolto le generalità del malato dispongono per gli esami di routine.
La visita medica quotidiana in reparto si svolge intorno alle ore 9.30 ed è il momento più importante della giornata in quanto stabilisce, per ciascun ricoverato, il completamento diagnostico più idoneo al tipo di patologia toracica di cui egli stesso è portatore al fine di programmare l’eventuale trattamento chirurgico.
Gli interventi programmati si effettuano in sedute settimanali (generalmente lunedì e mercoledì) dalle ore 08.00 alle ore 20.00 ad eccezione degli interventi d’urgenza per i quali si utilizza qualsiasi ora del giorno e della notte.
L’Unità Operativa svolge attività di Day-Surgery (regime di ricovero giornaliero) con particolare riguardo alle indagini fibrobroncoscopiche con e senza biopsia, alle procedure bioptiche sotto guida radiologica ella chirurgia delle biopsie linfonodali delle stazioni superficiali.
 Le attività ambulatoriali si dividono in PRIME VISITE ONCOLOGICHE e VISITE DI CONTROLLO.
Le PRIME VISITE hanno priorità BREVE e si svolgono ogni venerdì mattina dalle ore 11 alle ore 13.30 presso l’AMBULATORIO DI PATOLOGIA POLMONARE ONCOLOGICA.
Le VISITE DI CONTROLLO vengono erogate il martedì ed il giovedì dalle ore 11.15 alle ore 13.30 presso i POLIAMBULATORI dell’Ospedale.
L’ACCESSO ad entrambe le prestazioni avviene mediante prenotazione CUP secondo le normative vigenti (Per tutte le informazioni su CUP e Call Center clicca qui)
N.B. per INFORMAZIONI RELATIVE ALL’ACCESSO FACILITATO PER VISITA ONCOLOGICA PRESSO L’AMBULATORIO E’ ATTIVO UN NUMERO MOBILE (+39 335 5363447) ATTIVO DAL LUN. AL VEN. DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 13.30.
Ogni martedì mattina presso l’AULA BLU dell’Ospedale di Pescara si svolge il Meeting con IL GRUPPO INTERDISCIPLINARE DI CURE ONCOLOGICHE (GICO), come previsto nel PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO DEL TUMORE POLMONARE (PDTA), con radiologi, oncologi, ematologi, pneumologi, radioterapisti, anatomo-patologi e biologi molecolari in cui vengono discussi collegialmente i casi clinici di interesse Chirurgo-Toracico nel rispetto delle LINEE-GUIDA vigenti.
 
PATOLOGIE TRATTATE
L’U.O.C. di Chirurgia Toracica del Presidio Ospedaliero “Spirito Santo” di Pescara gestisce con competenza e professionalità tutte le patologie di pertinenza toracica unitamente a molte affezioni del collo, regione anatomica in stretto rapporto con il tronco. Qui di seguito sono elencate le principali patologie per distretto di appartenenza che generalmente giungono alla nostra osservazione e che trovano possibilità di trattamento.
 
TRAUMATISMI
I traumi chiusi o penetranti del torace sono molto frequenti e si collocano al terzo posto come frequenza dopo di quelli degli arti e della testa-collo in tutte le maggiori casistiche mondiali.
Il trattamento moderno dei traumi del torace inizia negli anni ’40-’50 quando si cominciò a parlare di “polmone umido traumatico” e si intrapresero i primi approcci terapeutici che tendevano a diminuire le secrezioni tracheo-bronchiali (drenaggi posturali) e il dolore (blocco anestesiologico dei nervi intercostali);
attualmente l’obiettivo è ottenuto con la toilette endoscopica dell’albero bronchiale e con la somministrazione, con diverse modalità, di vari tipi di farmaci a scopo antalgico.
Alcune volte il trauma richiede procedure di rianimazione o interventi chirurgici d’urgenza per ostruzione acuta delle vie aeree, pneumotorace ipertensivo, emottisi massiva, emotorace massivo, perforazione esofagea, tamponamento cardiaco.
Numerosi studi inoltre hanno dimostrato tuttavia che, a fronte di un’alta percentuale di pazienti guariti definitivamente senza postumi, esiste una notevole quota di casi in cui il quadro clinico non si risolve completamente o si risolve con postumi invalidanti (fibrotorace, empiema cronico, pneumotorace residuo cronico, pneumatoceli ascessualizzati) che richiedono interventi chirurgici in alcuni casi di notevole complessità.
 
ANOMALIE CONGENITE POLMONARI
La sequestrazione polmonare, le cisti broncogene od enterogene e le malformazioni polmonari artero-venose sono alcune delle principali condizioni suscettibili di risoluzione chirurgica con completa “restitutio ad integrum”.
 
ANOMALIE CONGENITE DELLA PARETE TORACICA
Petto escavato, petto carenato e le sindromi dell’egresso toracico (compressione dei vasi succlavi e/o del plesso brachiale a livello dell’apertura superiore del torace per diverse cause) sono le più frequento condizioni che possono essere risolte con successo (quando esistano le indicazioni) mediante interventi chirurgici “ad hoc” utilizzando per la ricostruzione della parete “flap muscolari”, sostituti protesici o tecniche di toracoplastica; nei casi di sindrome dello stretto superiore interventi di asportazione di coste cervicali sovrannumerarie o asportazione della prima costa.
 
PATOLOGIE TRACHEALI
Tumori benigni, tumori maligni, fistole tracheo-esofagee acquisite, stenosi tracheali acquisite sono le principali patologie che spesso richiedono interventi chirurgici specifici.
 
TUMORI POLMONARI
Il tumore polmonare viene definito il “big killer” in ambito oncologico.
Per quanto concerne la sua incidenza nel 2018 (dati estrapolati dalle linee guida AIOM 2018) sono attese in Italia oltre 41.800 nuove diagnosi di tumore del polmone, delle quali quasi il 30% coinvolgeranno il sesso femminile. Esse rappresenteranno circa l’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale, più nel dettaglio, il 14% di tutte le neoplasie nei maschi ed l’8% nelle femmine. Si calcola che, attualmente, 1 uomo su 10 ed una donna su 38 sviluppi un tumore del polmone nel corso della vita. In termini di mortalità nel 2015, sono state osservate in Italia 33.836 morti per tumore del polmone (dati ISTAT).
Si comprende facilmente come la diagnosi precoce di questa malattia, complessa e subdola, sia fondamentale per la prognosi dei pazienti. Gli stadi precoci di malattia sono infatti quelli che possono giovarsi di un trattamento chirurgico con finalità curativa.
È di fondamentale importanza quindi saper riconoscere i sintomi legati ad un potenziale tumore polmonare (es. tosse persistente, dispnea, dolore toracico, emoftoe, disfonia etc.) così come i segni radiologici (anche in caso di malattia asintomatica), correlarli ai fattori di rischio (esposizione lavorativa a cancerogeni, abitudine tabagica, familiarità) del paziente al fine di poterlo indirizzare in tempi rapidi all’attenzione degli Specialisti del caso.
Nell’ambito dell’ASL di Pescara, dove operano tutte le figure Professionali Specialiste previste nel percorso oncologico del tumore polmonare, si effettuano tutte le prestazioni, dalla diagnostica (TAC, PET-TAC, indagini endoscopiche.) ai trattamenti chirurgici ed oncologici più moderni (CHIRURGIA MINI-INVASIVA E ROBOTICA) relativi al Tumore Polmonare.
NEOPLASIE SECONDARIE DEL POLMONE
Il polmone è una sede frequente di metastasi. Fino alla metà degli anni ’60 si riteneva che la chirurgia non avesse indicazioni in caso di metastasi polmonari, ma dagli anni ’70 in avanti, da quando furono pubblicate le prime esperienze di lungo-sopravviventi alla chirurgia resettiva delle localizzazioni, si è sviluppato un atteggiamento più aggressivo nei confronti di questi pazienti. In genere la diagnosi delle metastasi avviene occasionalmente nel corso di follow-up della malattia primitiva; talora però sono presenti dei sintomi quali la tosse, l’emoftoe, il dimagrimento o la dispnea.
 
MALATTIE INFIAMMATORIE POLMONARI DI INTERESSE CHIRURGICO
Infezioni da Actino-micosi e da Nocardia, Micetomi polmonari (infezioni da funghi), Ascessi polmonari, Bronchiectasie, Tubercolosi, Pneumopatie Infiltrative Diffuse, Broncolitiasi: queste diverse condizioni morbose del parenchima polmonare o dell’albero bronchiale possono richiedere un intervento chirurgico con finalità diagnostica (biopsie) o con significato terapeutico e conseguente guarigione.
 
TUMORI DELLA PARETE TORACICA
I tumori che interessano la parete toracica sono rari (2% di tutti i tumori) e si classificano in:
  • Tumori primitivi (originati dai tessuti molli o da quelli scheletrici) che possono essere benigni o maligni;
  • Tumori secondari che derivano da tumori localizzati a distanza o da invasione diretta da parte di lesioni maligne originate da organi adiacenti (polmone, mammella, pleura).
L’exeresi chirurgica, quando possibile, è il trattamento di scelta per queste lesioni e va eseguito, asportando “en bloc” anche un tratto di parete sana di circa 4 cm tutto intorno al tumore.
La ricostruzione della parete, fondamentale per una idonea funzionalità respiratoria, prevede nella maggior parte dei casi l’utilizzo di materiale protesico. Nelle lesioni maligne non resecabili il trattamento medico chemio- e/o radioterapico non va disgiunto da una stretta collaborazione con specialisti di terapia antalgica che provvedono al controllo sintomatico in quanto le algie sono estremamente severe ed incidono molto negativamente sulla qualità di vita del paziente.
 ENFISEMA POLMONARE
Le bolle enfisematose giganti e, ultimamente, anche pazienti selezionati portatori di enfisema polmonare possono giovarsi di interventi chirurgici in quanto tali situazioni comportano una difficoltà respiratoria per la insufficiente espansione polmonare.
Nel primo caso l’asportazione della grossa cisti aerea e nel secondo la riduzione del volume polmonare (attuate con asportazioni parziali di parenchima) restituiscono al polmone la possibilità di espandersi con risoluzione o miglioramento dei sintomi.
 PATOLOGIE DELLA PLEURA
Il cavo pleurico può essere occupato da fluidi gassosi come l’aria (pneumotorace), da liquidi biologici quali siero (idrotorace), sangue (emotorace), linfa e/o chilo (chilotorace), pus (piotorace o empiema) o da solidi come tessuto fibroso post-flogistico (fibrotorace) o tessuto neoplastico a partenza dal mesotelio pleurico (mesotelioma) o espressione di metastasi pleuriche da parte di neoplasie localizzate primitivamente in altri organi. Tutte queste condizioni interferiscono in maniera più o meno grave con la normale funzione respiratoria potendo determinare importanti compressioni sul parenchima polmonare.
La maggior parte di queste situazioni richiede interventi chirurgici che vanno dal semplice drenaggio toracico posto in anestesia locale, alle tecniche di chirurgia miniinvasiva endoscopica (toracoscopia) fino ad interventi a cielo aperto.
TUMORI DELLA PLEURA
La pleura è sede di tumori primitivi ed assai più spesso secondari. I tumori primitivi originano dal mesotelio (mesotelioma) o dal connettivo lasso sottomesoteliale (fibroma e fibrosarcoma). I tumori secondari rappresentano la localizzazione pleurica di neoplasie a partenza da altri organi. Per il mesotelioma si è dimostrata una relazione con l’esposizione all’asbesto le cui particelle microscopiche a forma di aghi possono raggiungere, se inalati, gli alveoli e di qui penetrare negli interstizi polmonari e sub-pleurici dove esplicano la loro azione carcinogenetica.
Le più frequenti attività lavorative correlate con l’esposizione all’amianto sono: l’industria estrattiva, le lavorazioni dei manufatti, la cantieristica navale, la produzione di materiali coibenti ed isolanti così come freni e frizioni. Oltre all’asbesto vi sono altre cause come l’esposizione ad alcuni minerali quali il berillio, alla paraffina liquida e alle radiazioni ionizzanti. Il mesotelioma è una patologia dell’età adulta e della terza età perché sono necessari 25-30 anni di latenza tra l’esposizione all’amianto e l’insorgenza del tumore. Le manifestazioni cliniche della malattia sono aspecifiche. Il sintomo che predomina nelle prime fasi è la dispnea dovuta alla presenza di un versamento pleurico essudatizio spesso a carattere emorragico. Successivamente per l’infiltrazione della parete toracica e dei nervi intercostali compare il dolore spesso di notevole entità.
TUMORI E MASSE DEL MEDIASTINO
Collocazione anatomica: il mediastino è lo spazio all’interno del torace tra le due pleure mediastiniche, il giugulo ed il diaframma. Esso è delimitato in alto da un piano virtuale disposto obliquamente con inclinazione in avanti e verso il basso seguendo l’andamento della prima costa. Questa apertura verso l’alto del mediastino è detta “spazio critico di Gravitz”, perché eventuali masse occupanti spazio poste a tale livello possono comprimere pericolosamente o dislocare strutture anatomiche e vie aeree. Non vi sono strutture anatomiche poste a dividere il mediastino dal collo e pertanto gli spazi delimitati dalle fasce cervicali si continuano all’interno del torace senza soluzione di continuo. Il limite inferiore del mediastino è il muscolo diaframma, mentre anteriormente troviamo lo sterno e le cartilagini costali. Il limite posteriore è costituito dai corpi vertebrali, dai relativi processi traversi e dalle estremità posteriori degli archi costali che con essi si articolano. I limiti laterali sono le superfici mediastiniche dei due polmoni rivestite dalle omonime pleure.
Nel mediastino sono contenute tutte le strutture intratoraciche ad eccezione dei polmoni. In sintesi esse sono:
- Strutture cardiovascolari (cuore, pericardio e grossi vasi)
- Vie aeree (trachea e bronchi principali);
- Vie digestive (esofago);
- Strutture nervose (nervi e gangli);
- Strutture linfatiche (timo, linfonodi, dotto toracico).
 
Patologie
Si elencano di seguito le principali masse mediastiniche suddivise per compartimenti:
Compartimento Anteriore: Tumori del timo, Tumori a cellule germinali, Linfomi, Tumori mesenchimali, Gozzi tiroidei cervico-mediastinici.
Meno comuni sono le cisti tipiche, le cisti pericardiche, gli adenomi paratiroidei, le ernie di Morgagni-Larrey, le neoformazioni dello sterno e delle cartilagini costali, gli aneurismi dell’aorta ascendente, dell’arteria anonima, dell’arteria succlavia, dilatazioni della vena cava superiore o della vena azygos.
 
Compartimento viscerale: Adenopatie infiammatorie (sarcoidosi, TBC, infezioni polmonari, ecc.), adenopatie neoplastiche (carcinoma broncogeno, linfomi, mesotelioma pleurico), cisti broncogene, cisti enterogene, cisti pleuro-pericardiche.
Meno comuni sono l’aneurisma aortico, l’aneurisma dell’arteria polmonare, le pericarditi, le mediastiniti, i diverticoli esofagei e l’ernia gastrica iatale.
Compartimento posteriore: Tumori neurogeni (neurinoma, ganglioneuroma, neuroblastoma), Cisti enterogene. Meno comuni sono le neoformazioni dell’esofago (carcinoma, leiomioma), megaesofago, diverticoli esofagei, sequestri polmonari, meningoceli, aneurismi dell’aorta toracica discendente, ernie diaframmatiche di Bochdalek, anomalie vertebrali.
MALATTIE DEL DIAFRAMMA
Le principali affezioni di pertinenza chirurgica a carico del diaframma sono rappresentate dalle ernie e dalle eventrazioni o relaxatio.
Le ernie diaframmatiche dell’adulto possono manifestarsi attraverso lo iato esofageo (ernie iatali) o attraverso spazi di minore resistenza esistenti tra le fibre muscolari del diaframma che caratteristicamente sono localizzati in sede postero-laterale (ernia di Bochdalek) o in sede anteriore retrosternale (ernia di Morgagni). Queste ultime due forme per la maggior parte si presentano in età neonatale o nell’infanzia proprio per la presenza di difetti diaframmatici congeniti; ma la manifestazione può talora evidenziarsi in età adulta in base alla sede e alla grandezza della stessa. L’eventrazione diaframmatici è una condizione caratterizzata dalla estrema sopraelevazione del diaframma dovuta alla sua lassità.
Nella maggioranza dei casi interessa un intero emidiaframma, ma può anche coinvolgere solo una sua porzione (relaxatio) o a volte essere bilaterale. L’eventrazione può essere congenita o acquisita. La forma congenita è caratterizzata dalla presenza di una sottile membrana fibroelastica con perdita di cellule muscolari che separa il torace dall’addome, mentre la forma acquisita, dovuta generalmente a paralisi del nervo frenico, presenta un diaframma flaccido che con il tempo tende all’atrofia con comparsa di fibrosi interstiziale. Se tali condizioni determinano difficoltà respiratoria con impedimento allo svolgimento delle normali attività quotidiane l’intervento chirurgico di plicazione del diaframma risolve il problema.
 
DIAGNOSTICA FUNZIONALE
Lo studio funzionale dell’apparato respiratorio è di grande importanza clinica nella diagnosi delle malattie respiratorie. Inoltre esso è essenziale per la valutazione dei pazienti che devono essere sottoposti a resezione polmonare perché consente di estrapolare a priori i dati relativi alla funzionalità residua post-operatoria per poter correttamente candidare i pazienti all’intervento chirurgico.
Le metodiche di studio possibili all’interno della nostra Unità Operativa comprendono:
1) le prove di funzionalità respiratoria;
2) l’emogasanalisi arteriosa;
3) l’ossimetria, ossia la misurazione della saturazione di O2 arterioso (SaO2).
Altre tecniche per la diagnostica funzionale quali la scintigrafia polmonare perfusionale e ventilatoria e il test da sforzo cardiorespiratorio sono presenti all’interno del nostro Nosocomio presso altre Unità Operative.
 
Prove di Funzionalità Respiratoria: vengono eseguite con lo spirometro strumento con il quale vengono misurati i volumi ed i flussi polmonari. Tali parametri vengono forniti dallo spirometro in valore assoluto e in percentuale rispetto ai valori che un individuo dello stesso sesso, razza, età, altezza e peso dovrebbe avere: pertanto, più che il valore assoluto dei volumi e dei flussi (che varia moltissimo da individuo a individuo), è importante considerare la percentuale del valore teorico.
Emogasanalisi arteriosa: consiste nel prelievo di sangue mediante puntura ed aspirazione da un’arteria periferica (solitamente l’arteria radiale al polso) di una piccola quantità di sangue arterioso mediante apposita siringa eparinata. Lo strumento misuratore determina direttamente dal campione di sangue i seguenti parametri: pH arterioso, tensione parziale di O2 (PaO2) e tensione parziale di CO2 (PaCO2); indirettamente vengono poi calcolati la saturazione arteriosa di O2 (SaO2) e i bicarbonato (HCO3).
 
Ossimetria (saturimetria): l’ossimetria è la misurazione della quantità di O2 trasportata nel sangue. Lo strumento misuratore sfrutta il principio fisico per cui l’emoglobina ossigenata e l’emoglobina ridotta trasmettono ed assorbono in maniera differente la luce ad una certa lunghezza d’onda. Il vantaggio dell’ossimetria rispetto alla misurazione diretta della PaO2 (emogasanalisi) è la praticità di misurazione mediante strumenti detti saturimetri costituiti da un sensore che può essere applicato al dito o al lobulo dell’orecchio del paziente e dallo strumento indicatore che fornisce continuamente la saturazione arteriosa di O2 e la frequenza cardiaca. Questi strumenti sono fondamentali per il monitoraggio dei pazienti nel decorso post-operatorio e durante l’esecuzione di esami endoscopici.
FISIOKINESI TERAPIA PRE-OPERATORIA E RIABILITAZIONE FUNZIONALE POST-OPERATORIA: Nell’UOC di Chirurgia Toracica è presente un ambulatorio di FKT respiratoria gestito da fisioterapisti che su indicazione medica svolgono attività di incentivazione respiratoria pre e post-operatoria con tecniche e devices all’avanguardia. Questa attività consente un recupero veloce delle normali attività quotidiane dei pazienti sottoposti a chirurgia toracica maggiore con riduzione del numero delle complicanze post-operatorie e quindi dei tempi di degenza.
 
DIAGNOSTICA ENDOSCOPICA E MININVASIVA
Le tecniche di diagnostica endoscopica e mininvasiva praticabili nell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica comprendono: la broncoscopia, la mediastinoscopia, la mediastinotomia anteriore, la toracoscopia video assistita e la minotoracotomia videoassistita muscle-sparing (tecnica originale).
Broncoscopia: è uno degli esami più comunemente usati nello studio delle malattie toraciche. Permette la visualizzazione delle vie aeree, l’identificazione di anomalie endobronchiali e la raccolta di materiale diagnostico tramite il lavaggio, lo spazzolamento e la biopsia. Può essere eseguita con strumento flessibile (fibrobroncoscopio) o con strumento rigido. Il primo consente esami ambulatoriali con anestesia locale, mentre il secondo necessita di sedazione o anestesia generale e richiede pertanto il ricovero.
Il broncoscopio a fibre ottiche, flessibile, penetra distalmente nell’albero bronchiale fino a livello dei bronchi sottosegmentari e permette una visione più ampia che non il broncoscopio rigido, ma quest’ultimo consente un maggior controllo delle vie aeree ed una più efficace aspirazione. Il broncoscopio flessibile permette, in presenza di una neoformazione o di una vegetazione endobronchiale, l’esecuzione di un prelievo bioptico per l’esame istologico. In assenza di una di una lesione vegetante trova indicazione l’esecuzione di uno spazzolato (brushing), di un broncoaspirato (lavaggio o washing) o di un lavaggio bronchiolo-alveolare (BAL) per procedere ad un esame citologico sulle cellule di sfaldamento endobronchiale o sulle cellule alveolari. Altre manovre possibili in corso di esame sono la biopsia tran-bronchiale (TBB) e l’agoaspirato trans-bronchiale (TBNA) utili rispettivamente per lo studio del parenchima polmonare (polmone profondo) e dello stato linfonodale mediastinico. Il broncoscopio rigido invece è particolarmente utile nelle broncoscopie operative sia a scopo diagnostico che terapeutico come ad esempio per disostruzione di neoplasie ostruttive centrali, rimozione di corpi estranei, emottisi massive.
 
Mediastinoscopia: la mediastinoscopia cervicale è una tecnica diagnostica endoscopica invasiva utile per prelevare linfonodi mediastinici e quindi nella valutazione e nella stadiazione dei pazienti con sospetto carcinoma polmonare ed inoltre nella tipizzazione istologica di ogni adenopatia mediastinica. L’area esplorabile nel mediastino non è, contrariamente a quanto avviene per altri esami endoscopici, preformata ed il suo accesso deve essere prima preparato chirurgicamente. È pertanto necessaria l’anestesia generale ed il ricovero ospedaliero. Con questa procedura si riesce facilmente a raggiungere i linfonodi pre- e paratracheali, carenali e tracheobronchia.
 
Ultimo aggiornamento: 11/04/2022