Rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, valorizzando il ruolo dell’ospedalizzazione diurna come modello assistenziale in grado di garantire continuità delle cure, appropriatezza clinica e sostenibilità del sistema sanitario. È stato questo il filo conduttore dell’evento ECM “Integrazione ospedale-territorio. Update 2026: il ruolo dell’ospedalizzazione diurna nella presa in carico del paziente acuto e sub-acuto”, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Pescara e svoltosi il 7 febbraio 2026 all’Auditorium Petruzzi.

Ad aprire i lavori è stata la Presidente dell’Ordine, Dr.ssa Maria Assunta Ceccagnoli, che ha richiamato il valore strategico dell’integrazione tra i diversi livelli di assistenza in un contesto sanitario sempre più complesso. «La collaborazione tra medicina ospedaliera e territoriale – ha sottolineato – è oggi una condizione imprescindibile per rispondere in modo efficace ai bisogni dei pazienti, anche in situazioni acute e sub-acute. L’ospedalizzazione diurna rappresenta uno strumento concreto per garantire percorsi appropriati, evitando ricoveri non necessari e favorendo una presa in carico più vicina alla persona».

Nel suo intervento di saluto, il Direttore Sanitario della ASL di Pescara, Dr. Rossano Di Luzio, ha evidenziato come l’esperienza dell’ospedalizzazione diurna possa contribuire in maniera significativa alla riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso, soprattutto in un’area metropolitana come quella pescarese. Di Luzio ha inoltre richiamato il ruolo attivo dei Medici di Medicina Generale nel mantenere la continuità assistenziale, ribadendo l’importanza di un lavoro condiviso tra territorio e strutture ospedaliere.

Il quadro organizzativo e clinico del modello è stato approfondito dal Dr.  Pierluigi Cacciatore, Responsabile del DH Dipartimentale Medico della ASL di Pescara, che ha illustrato l’evoluzione dell’ospedalizzazione diurna come risposta all’area “grigia” tra ricovero ordinario e gestione territoriale. Dall’analisi dei dati presentati è emerso come il Day Hospital medico consenta oggi la gestione di pazienti acuti e sub-acuti clinicamente stabili, provenienti dal territorio o dal Pronto Soccorso, attraverso percorsi ad alta intensità diagnostico-terapeutica, con tempi di risposta rapidi e un uso più efficiente delle risorse ospedaliere.

Ampio spazio è stato dedicato all’esperienza della terapia antibiotica parenterale in regime di ospedalizzazione diurna, con particolare riferimento al trattamento delle infezioni da germi multiresistenti. È stato evidenziato come l’utilizzo appropriato della microbiologia, la cooperazione multidisciplinare e l’aderenza ai protocolli consentano non solo di migliorare la qualità assistenziale, ma anche di ridurre il rischio di trasmissione ospedaliera e i costi legati al ricovero ordinario, mantenendo elevati standard di sicurezza per il paziente.

Un contributo rilevante è arrivato anche dall’intervento della Direttrice dell’Hospice e delle Cure Palliative della ASL di Pescara, Donatella Bosco, che ha richiamato l’importanza dell’approccio palliativo precoce e integrato, non in alternativa ma in parallelo alle cure attive. Nel suo intervento è stato sottolineato come la scelta del setting assistenziale più appropriato, dalla presa in carico domiciliare all’hospice, debba basarsi su una valutazione condivisa dei bisogni clinici, psicologici e sociali del paziente e della famiglia, nel rispetto dei principi di proporzionalità e appropriatezza delle cure.

Nel corso della giornata si sono succeduti gli interventi dei dirigenti medici e dei professionisti della ASL di Pescara coinvolti nei percorsi di integrazione, dalla Medicina interna alla Cardiologia, dall’Endocrinologia alle Malattie infettive, con il contributo dei Medici di Medicina Generale. Le relazioni hanno offerto una lettura concreta dei risultati raggiunti e delle criticità ancora presenti, confermando il valore dell’ospedalizzazione diurna come modello flessibile e replicabile per la gestione dei pazienti acuti e sub-acuti.

L’evento ha confermato la centralità del dialogo tra ospedale e territorio e la necessità di continuare a investire in modelli organizzativi capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e centralità della persona, in coerenza con gli indirizzi regionali e nazionali di riorganizzazione del sistema sanitario.

Pescara, 11 febbraio 2026




 
Ultimo aggiornamento: 11/02/26