La chirurgia endocrina dell'Ospedale di Penne continua a investire nell'innovazione tecnologica per migliorare la qualità e la precisione degli interventi. Il 24 luglio scorso l'équipe della UOSD di Chirurgia Generale, sotto la responsabilità del Dr. Nicola Pitrelli, ha eseguito con successo una paratiroidectomia subtotale su un paziente affetto da iperparatiroidismo secondario, utilizzando il verde di indocianina in associazione a una telecamera a raggi infrarossi, una metodica che, secondo il responsabile dell'intervento, rappresenta la prima applicazione in Abruzzo.

Il Dr. Pitrelli con i chirurghi della UOSD Chirurgia di Penne e 2 immagini intraoperatorie con e senza fluorescenza di una paratiroide.
Il paziente, di 61 anni e in trattamento dialitico, presentava valori di paratormone superiori di oltre 10 volte ai limiti di normalità. L'intervento, durato circa 2 ore, si è concluso con successo e il paziente è stato dimesso in seconda giornata post-operatoria con valori dell'ormone rientrati nella norma.
L'iperparatiroidismo secondario è una delle complicanze più frequenti nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica. Si stima che interessi circa il 50% delle persone sottoposte a dialisi, pari a circa 50.000 pazienti in Italia. Quando la terapia farmacologica non è più sufficiente, diventa necessario ricorrere alla paratiroidectomia subtotale, un intervento chirurgico particolarmente delicato.
La principale difficoltà di questa procedura consiste nell'individuazione delle ghiandole paratiroidi, strutture molto piccole e con una posizione anatomica spesso variabile, non sempre facilmente identificabili neppure con gli esami diagnostici preoperatori. Per superare questo limite, durante l'intervento è stato somministrato il verde di indocianina, un colorante fluorescente che, osservato attraverso una telecamera a raggi infrarossi, rende le ghiandole particolarmente luminose, facilitandone l'identificazione tra i tessuti del collo.
«Questa metodica ci permette di individuare con maggiore precisione le paratiroidi durante l'intervento, riducendo i tempi operatori, migliorando i risultati chirurgici e diminuendo il rischio di insuccesso», spiega il Dr. Nicola Pitrelli, responsabile della UOSD di Chirurgia dell'Ospedale di Penne. «Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che utilizza apparecchiature già presenti nelle nostre sale operatorie, acquisite nell'ambito del programma di ammodernamento tecnologico promosso dalla ASL di Pescara, senza richiedere nuove dotazioni dedicate.»
Il nuovo approccio si inserisce in un percorso di innovazione tecnologica che la UOSD di Chirurgia porta avanti da diversi anni nel campo della chirurgia endocrina. «Da circa 3 anni utilizziamo sistemi di fluorescenza spontanea e indotta nella chirurgia della tiroide e delle paratiroidi, esperienze che abbiamo presentato in numerosi congressi nazionali di chirurgia endocrina», aggiunge il Dr. Pitrelli. «L'impiego del verde di indocianina rappresenta un ulteriore passo avanti e diventerà parte integrante della nostra attività chirurgica.»
L'intervento è stato eseguito dal Dr. Nicola Pitrelli, dal Dr. Francesco Mascioli e dalla Dr.ssa Alessandra Buffone. L'assistenza anestesiologica è stata garantita dalla Dr.ssa Tiziana Bracalente, con il supporto dell'équipe infermieristica delle sale operatorie dell'Ospedale di Penne.
Penne, 29 luglio 2026
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